Padova

21-24 Ottobre 2021

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21-24 Ottobre 2021

18 ott

NIBBIO II e BISILURO TARF 1

in: AUTO D'EPOCA
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Dalla Collezione del Museo MAUTO di Torino due auto da record aprono la mostra di Aci Storico alla 37 edizione di Auto e Moto d'Epoca

NIBBIO II È il mondo dei Gentleman driver e il conte Giovanni Lurani Cernuschi, noto come Giovannino Lurani, è un protagonista della sua epoca: giovane ingegnere, instancabile organizzatore e pilota amatoriale con vittoria di classe alla Mille Miglia. Nel 1934 si rivolge all'amico Ulisse Guzzi che gli concede il suo plurivittorioso bicilindrico da mezzo litro. Guzzi non lo sa, ma questa sua puntata nel mondo dell'auto è l'origine di 51 record di velocità. Nasce il Nibbio I nel 1935 che batte più di 10 record internazionali. Nel 1955 Luriani torna dagli amici della Guzzi per una seconda avventura: questa volta è il momento del Nibbio II, motore Guzzi monocilindrico a camme in testa da 350 cc, carrozzeria Ghia e telaio formula 3 Volpini. La tecnica ha fatto grandi passi avanti rispetto al primo esemplare: il telaio è tubolare con motore posteriore e ruote indipendenti con balestre trasversali e ammortizzatori idraulici. Il Nibbio II continuerà a correre fino ai primissimi anni '60 quando, carico di 22 record internazionali, ritornerà a Lurani e, da lui, al Museo dell'Automobile di Torino.


TARF 1 Piero Taruffi (1906 -1988) è una figura eclettica nel panorama del motorismo italiano riuscendo a raccogliere i talenti di pilota, ingegnere, direttore sportivo e progettista. Inoltre, cosa non frequente, seppe primeggiare sia in campo automobilistico che motociclistico. Battè diversi record di velocità lui stesso alla guida di due originali veicoli a forma di bisiluro che aveva realizzato in prima persona. Il Bisiluro Tarf 1 è quello esposto ad Auto e Moto d'Epoca 2020: una vera e propria macchina da record con due telai separati in tubi d'acciaio e rivestimenti “a goccia”. In quello di sinistra è ricavato l'abitacolo per il pilota, in quello di destra è sistemato il gruppo motore-cambio di origine motociclistica e il serbatoio di carburante. La sospensione è a quattro ruote indipendenti, la trasmissione alle ruote posteriori avviene per mezzo di catena. Pilotato da Taruffi, con diverse motorizzazioni (motore 2 cilindri Guzzi 500, poi Gilera 4 cilindri 500,550 e 350 cc), il “Tarf” conquistò tra il 1948 e il 1957 ben 22 record internazionali di velocità prima di essere donato al Museo per volere dello stesso Piero Taruffi.