Padova

22-25 Ottobre 2020

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22-25 Ottobre 2020

14 ott

Una storia di “coraggio e passione” targata Cisitalia

in: AUTO D'EPOCA
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Tra i lotti Finarte a Padova 2019 una delle rare Cisitalia 202 cabriolet rimaste, acquisita per una delle prime donne pilota nel mondo delle corse degli anni '40: Paola Della Chiesa.

La Cisitalia 202 Cabriolet è una vettura molto rara, prodotta alla fine del 1948 dall'azienda torinese Compagnia Industriale Sportiva Italia, (acronimo di Cisitalia) ed è uno dei pochi esemplari sopravvissuti di una produzione già molto ridotta carrozzati dagli Stabilimenti Farina. 

La 202 Cabriolet è stata immatricolata a nome di Luigi Della Chiesa: conte, pilota e manager di scuderia, che ne fu proprietario fino al 1950. Della Chiesa acquistò la vettura per la moglie Paola, una delle rarissime donne-pilota dei primi anni '40. Nelle competizioni, la contessa Della Chiesa alla giuda della candida Cistalia ottenne prestazioni degne di nota: nel maggio del '49, alla Como-Lieto Colle, conquistò la 16esima nella categoria sport e, solo due mesi dopo, ottenne l'ottavo posto nella Coppa della Toscana. Una foto la ritrae con la cabriolet, impegnata in curva, protetta soltanto da un elegante foulard.

L'automobile è stata completamente restaurata a fine anni '70 e da allora è stata mantenuta in perfetto stato. Per 40 anni, infatti, ha fatto parte della collezione del noto storico ed esperto Cisitalia, Nino Balestra, che ha messo in opera un restauro totalmente artigianale.

L'automobile debutta al concorso di eleganza di Cortina d'Ampezzo nel 1979 e viene esposta a metà anni '80 al Museo dell'Automobile di Torino, prima di essere trasferita al Museo Bonfanti-VIMAR vicino Vicenza. Durante gli anni la bianca Cisitalia ha accompagnato i piloti di F1 in sfilata a Monza, prima del Gran Premio e, nel 2002, è stata protagonista della mostra “Roma 1948-1959 Arte, cronaca e cultura dal neorealismo alla dolce vita”, allestita al Palazzo delle Esposizioni.

“Cisitalia, una storia di coraggio e passione” è il libro in cui Balestra dedica molte pagine al restauro di questo esemplare e alla vita trascorsa insieme, a “passeggiare” sugli altipiani: in poche parole, l'auto di una vita